sabato 1 febbraio 2014

Sabati sera d'altri tempi

Sabati sera d'altri tempi

Il sabato sera incombeva come una mannaia sul bar tabacchi sala-giochi-biliardo nel ridente paesino di Battifolle (che cazzo ci avesse da ridere lo sapeva solo lui & la provvidenza [ se c'è !]). Specialità della casa: aperitivi al Marsala & cherosene del tipo ragazzi-andateci-piano-che-poi-dovete-guidare/ma-vedi-di-farti-un-po'-i-cazzi-tuoi. Motorini 50 guidavamo, cioè, 50 era la media perché se vedevi il motorino del Primino sembrava un duemilaquattro appena uscito da Star Wars, mentre se prendevi quello del Leo-Elgesebreo sembrava del 3, sia di cilindrata che di anno di fabbricazione. Dove si va ? Dopo aver scartato l'ipotesi di andare a rubbare le sarège (nda: rubare le ciliege), proposta dal Mezzetti e silurata con una selva di scapaxxioni dati beni sulla nuca, si optò per una magnifica ed entusiasmante serata al Tarpana ! il Tarpana era un dancing con piscina; i fine settimana dancing, gli altri giorni piscina, ma non era raro che qualcuno dei nostri eroi finisse alle 3 di notte di sabato sera a mollo, vuoi per svegliarsi, vuoi perché ce lo buttavano gli altri, vuoi per tentare il suicidio dopo aver visto che la Peruzzi pomiciava con qualcun altro che non era lui sulle poltroncine-pomicine appartate nell'oscurità ( erano così all'oscuro che in una situazione pomiciosa un gomito dentro a un orecchio era già un risultato apprezzabile). Il dancing era diviso in 2: una parte per la musica da discoteca e una parte per il ballo liscio. La prima sala conteneva (a fatica) umani e non che andavano da un'età approssimativa di 12 anni e 1/2 ai 26 ( + 4 ma non si diceva sennò le sbarbe si spaventavano), nella sala liscio invece si andava dai 35 ai 120 anni e vedendo alcune di quelle matrone vestite come alberi di Natale guasti, credetemi, c'era da crederci. Per entrare al Tarpana, per quanto riguardava i nostri eroi, valeva qualsiasi metodo tranne quello di pagare il regolamentare biglietto d'ingresso. La tecnica più usata dai nostri era fare una colletta per far entrare uno, il quale poi riusciva dal locale pochi minuti dopo facendosi timbrare la mano (segno inconfutabile che aveva pagato il biglietto), dopodiché con l'inchiostro ancora fresco del timbro appena fatto, faceva pressione sulla zampa di uno di quelli rimasti fuori, che entrava con nonchalance mostrando il timbrino fasullo. Il nuovo entrato ripeteva l'operazione e così via fino a che tutto il gruppo non era dentro. Questa era la teoria. Ecco cosa succedeva in pratica: il Primino era quello che di solito entrava per primo, non tanto per qualche diritto acquisito quanto per il fatto che altrimenti rompeva i coglioni a tutto il gruppo rimasto fuori. Il Primino pagava, entrava e regolarmente si scordava di tornare fuori. Dopo mezz'ora i nostri valorosi stavano bestemmiando come turchi senza sigarette e lanciavano anatemi contro la mamma del Primino, a quel punto organizzavano una nuova colletta e mandavano il secondo inviato, di solito il Pirillo che era il più affidabile (e ho detto tutto !) col preciso compito di andare a cercare il primo. Il Pirillo si fermava per una "bevutina" al bar e prendeva una bomba alcolica capace d'amazzare un cittìno (cittìno à bambino piccolo) costituita da: Gin, Campari, Vodka, alcool puro, seme di Iguana e fettina di salame di guarnizione, lo trangugiava e puntualmente sveniva in una poltroncina, lì sarebbe rimasto per il resto della serata svegliandosi solo all'ora della chiusura e raccontando il giorno dopo di essersi acquattato nelle poltroncine-pomicine a ripassare il kamasutra con una ballerina egiziana di inaudita bellezza. Dopo un'altra mezz'ora il gruppo rimasto fuori stava tirando certi moccoli che a momenti tiran giù l'insegna della discoteca (e si che era grossa !) e decideva di usare la carta-commozione. Il metodo commozione consisteva nell'andare dalla cassiera e far partire un omelia di mugolii che avrebbero fatto impallidire un coro di alpini ubriachi duri e chiedere una riduzione collettiva del prezzo del biglietto dell'80 %, si contrattava fino ad arrivare a uno sconto del 40 senza consumazione e a patto di zoppicare tutta la sera per usufruire dello sconto invalidi. Il gruppo entrava. Il gruppo si fiondava al bar. Al bar chiedevano la cosa più forte possibile al minor prezzo attuabile. Non era raro che il barman a quel punto si sporgesse e tirasse un ceffone al richiedente (forte & gratis, uau, che sballo !). I nostri beniamini a questo punto, già ebbri, caracollavano sulla pista da ballo scatenandosi in improbabili movenze a doppia velocità per rimediare al tempo irrimediabilmente perduto, allumando tuttintorno le donzelle ancora disponibili e non ancora poltroncinpomicianti. C'è da dire che io a quei tempi non ho mai e ribadisco MAI visto qualcuno del gruppo abbordare chicchessia. Si narra che una volta, nell'83, il Maurino fosse riuscito a stringere una camionista ubriaca della stazza di 2 tonnellate in una poltroncina ma si venne poi a sapere che la tipa era una suora che passava i sabati sera nei dancing tentando di redimere i giovani portandoli nella retta via e proponendo loro ritiri spirituali di 2 settimane, costosissimi, noiosissimi, fantozzianissimi e dove naturalmente non si trombava MAI ! Comunque non per questo non si tentava l'abbordaggio. C'erano diversi metodi: il metodo del Rapido consisteva nell'avvicinare tutte le bionde e affermare loro che non erano bionde naturali, ma tinte. Secondo il Rapido prima o poi ne avrebbe beccata una che per dimostrargli il contrario gli avrebbe mostrato il pelo pubico. Di solito beccava più sganassoni in una sera lui di quattro punging-ball del luna-park la domenica pomeriggio. Il Maurino tentava di trascinare le ragazze al bar per obnubilare i loro sensi con l'alcool e tentava di offrire loro da bere mostrando uno scontrino della Casa della Scarpa ( realmente accaduto ! NdA ). Solitamente veniva cacciato a calci in culo del barman e sputi della cassiera. Il Mezzetti, non potendo contare sulle doti atletiche preferiva buttarla sull'intellettuale, avvicinando la preda chiedendole se prediligeva la dialettica socratica o il nepotismo pragmatico degli epicurei, la tipa a quel punto faceva la spia ai buttafuori e il Mezzetti veniva trascinato via in camicia di forza mentre urlava: "scherzavo !! Io leggo solo Topolino !!!". 
Eèèh, bèi tempi quelli...
bei tempi del cazzo, si !

Fatuwski


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