sabato 25 gennaio 2014

Piove su tutti

Piove su tutti

Piove, sui giusti e sugli ingiusti
e ne piove per tutti i gusti:
per alcuni piove merda
e sperano che la sfiga perda
di casa il loro indirizzo
e che cambi ‘sto zozzo andazzo.
 Per alcuni piove bene,
han scordato tormenti e pene
e non esistono i giorni passati,
sono quelli da poco innamorati.
Per alcuni piove sale
sulla ferita che ancora fa male,
vivono fradici e rancorosi
bagnati di lacrime e ancora irosi
nei confronti di chi li ha lasciati così
da soli per la strada della vita un brutto dì.
Per altri piovon soldi;
per i malnati e i manigoldi
non c’è crisi che attecchisca
per loro il mondo è una bisca;
se vincono si tengono soldi e libertà
se perdono qualcun altro pagherà.
Per altri piove una sana apprensione,
col cuore son colmi di ogni attenzione,
faticano tanto ma hanno preziosi appigli
son tutti i papà e le mamme dei figli.
Per altri invece piove speranza,
son quelli come te chiusi dentro una stanza
che sentono il lieto rumore sul tetto
e che pensano forte anche se sono a letto
e la pioggia quelli come te non la scansano mai
sia che porti letizia, stranezze o guai,
disposti alla morte piuttosto che crepare
senza la speranza che possa sempre migliorare.



In questa immagine ci sono anch'io.
Non mi si vede ad occhio nudo
ma sono proprio
sotto la luna
in mezzo al mare
in una barchetta a remi di legno
che remo
verso il chissà, speriamo bene
e intanto
tiro avanti.
E' fatica
mica discorsi.

Fatuwski

domenica 19 gennaio 2014

Io ti detesto ! (Una TERRIBILE lettera d'addio alla fidanzata)

Io ti detesto !
Una terribile lettera d'addio alla fidanzata

Io ti detesto per un sacco di buoni motivi 
che mi escon dalla testa contenti e giulivi.

Senza più sensi di colpa ti voglio raccontare
cos'hai fatto al mio “io” per farti così odiare:

non sopporto l'idea di esserti dipendente,
che tra l'altro lo stipendio ammonta a un bel niente,
odio che mi cambi il ritmo mio vitale,
potessi, senza indugio, ti manderei all'ospedale
ma ho pagato già abbastanza la tua funesta compagnia
per farmi avere grane anche con la polizia.

Mi fa schifo la tua faccia, ne ho fatto indigestione,
"sei sempre la più bella"... , che razza di coglione !

La vita in coabitanza è ormai tra noi un inferno,
ancora pochi mesi e farai di me un infermo.

Per non parlare poi dei rapporti sessuali,
tra quelli ed il morbillo scelgo il secondo tra i 2 mali.

I tuoi modi di fare, un po' menefreghisti,
sono ottusi ed egoisti, sono peggio dei leghisti.

La tua sottocultura, che spacci per genuina
è cibo per dementi o per topi da cantina. 

La tua disinibita e provocante conversazione
mi ricorda di continuo che sei un puttanone.

La classe non ce l'hai e il coraggio che ti manca
non puoi recuperarlo col fottuto conto in banca.

Ormai detesto tutto; dalla pettinatura
al rumore orribile della tua masticatura,
i vestiti disgustanti, la musica che ascolti,
quei denti che per una bocca sola son davvero molti,
le tue amicizie scialbe, le tue telefonate
che impiegano 2 ore solo per dir cazzate,
la pochezza mentale, lo sguardo attaccato allo specchio
e il modo di pensare così antiquato e vecchio.

Ti odio, ti detesto, non voglio più vederti,
sparisci dalla mia vita, fai in modo ch'io m'accerti
del tuo decesso dalla mia esistenza,
vattene, con te non ho più pazienza ! 

Un ultima cosa, mia cara ex-regina
dallo sguardo sincero di bambina cretina,
se un giorno ripenserai a me, testardo come un mulo,
ricordami mentre ti dico di andartene affanculo !


Fatuwski






sabato 18 gennaio 2014

Malintesi, strrrappi e addio non ci sei più

Malinteso



Strrrrappo


Vorrei ricucire uno strappo con la mia compagna

ma ho perso il filo

del ragionamento

perché l’ho strappato.


Oggi appena t'appoggi

Par ieri
che m’eri
pesa nei pensieri.
Quest’oggi
appena t’appoggi.
Nei miei mari
non appari.
Non treman le mani
domo i miei domani

con noi lontani.





Fatuwski


domenica 12 gennaio 2014

MI vendico finalmente del rag. Lumachi (voi che fareste?)

Mi vendico, finalmente, del rag. Lumachi !
(Voi che fareste ?)

                   Ho bisogno di un consiglio.
Ero al bar, non che stavo al bar a prendermi chenesò un caffè, no, ero al bar a lavorare, dietro all'eterno bancone, stavo smanettando come un dannato dietro alla macchina del caffè, era mattina, ora di punta, due cappuccini, uno tiepido, 3 caffè, uno macchiato caldo, è entrato anche il ragionier Lumachi, vorrà il suo solito latte macchiato caldo, “senza schiuma”, aggiunge, che me lo aggiungi a fare ? Vorrei chiedere io, me lo dici tutte le mattine, non cambi mai, un latte macchiato caldo, al vetro ( in un bicchiere di vetro, quello da latte macchiato, manco a dirlo, col manico a metà del bicchiere di forma tuboidale ), caldo il giusto, non bollito, non freddo e non ci vuoi la schiuma sopra, lo so, vuoi il cornetto alla marmellata, con poca glassa, caldo, che non sia secco sotto, lo so già, poi t'immergerai nella Gazzetta, se è occupata ripiegherai sulla Nazione, se è occupata pure quella, la cronaca locale della Nazione, se Dioneguardi è occupata pure quella, a quel punto, immancabilmente ti lamenterai con me perché al bar del tuo paesino hanno i giornali DOPPI, io posso perdere 40 secondi del mio sovraffollato tempo per spiegarti ancora una volta che alle 10 del mattino è normale dover aspettare qualche minuto perché il giornale si liberi ? Che se di là al tuo paesino ne han 2 vuol dire che hanno il doppio della mia clientela, e che quindi, se da oggi, ogni volta che viene, lei, ragionier Lumachi, porta un amico, oppure, meglio, se ordina lei 2 latti macchiati e 2 brioche alla marmellata, anzi meglio ancora, ne prende 1 e 1, ma li paga come se ne avesse presi 2 e 2, e convince, naturalmente, tutti gli altri avventori di questo bar a fare così, io le assicuro che le faccio trovare 2 copie di ogni giornale, anzi, la sua copia personale, anzi, glielo porto a casa io il giornale, tutte le mattine, autografato dal sindaco che le manda un messaggino tutti i giorni, tipo "ciao ragionier Lumachi - stop - in città va tutto bene - stop - continua così - stop - ci vediamo stasera - stop - porta i preservativi - stop". Poi perché questa abitudine stupidissima di doverti appellare con la tua qualifica ? “Ragioniere”... Ma che senso ha ? Io ho fatto l'ITISS, un istituto tecnico, che forse mi aspetto da te che tu mi dica la mattina : "perito Fatucchi ? Un latte macchiato ! ", no, voglio dire, ha senso ? Giusto se poi di cognome fai Fantozzi, ha un senso farti chiamare ragioniere e anche in quel caso non ottieni il senso al quale ambivi tu. Insomma ho io il tempo per spiegargli tutto questo al ragionier Lumachi - testa bianca, un giorno se li fece neri i capelli sembrava Rodolfo Valentino che aveva passato una notte dentro a una lavastoviglie accesa -, ce l'ho il tempo, io ? Dico a te, rispondimi ! E non mi ripetere come lo vuoi il latte macchiato, te l'ho già fatto altre duecentoventitre volte e tu sono duecentoventitre volte che ti senti di dovermi ripetere la temperatura del tuo cazzo di latte macchiato del cazzo, lo vuoi TIE  PI  DO ! L'ho capito !!
Ma sorvoliamo su tutto, persino che da quando ti conosco non m'hai detto un “grazie” manco a morire, nonostante tu sia salutato militarmente da una selva di buongiorno e buonasera e grazie e buona domenica e i caffè regalati a Pasqua e a Natale neanche tu mi portassi oro, incenso e mirra, niente, vabbèh, sei un maleducato ma fino a qui ancora ce la faccio a tenermi tutto dentro , ma poi il ragionier Lumachi, dopo aver mangiato il croissant, facendo più briciole di un Boa che si mangia 3 metri quadrati di moquette e finito il suo latte macchiato tiepido e senza schiuma, lui, ebbene lui, chiederà un po’ d’acqua. Ma non un bicchiere di acqua. No. Un goccio. Sempre lo fa. Quindi io so con matematica esattezza quanta acqua vuole, so esattamente quanti centilitri di acqua devo versare, quanti centimetri cubici di bicchiere riempire, so che deve essere naturale e possibilmente temperatura ambiente, allora io prendo il bicchiere, lo appoggio sul bancone, tiro fuori la bottiglia di acqua e mentre la sto versando lui lo fa ! LO FA !! Tira fuori quella sua manina bianchiccia, pulita, glabra, tendente al rosino malato, quella zampina grinzosa che sembra petto di pollo cucinato a metà, un po’ rosa e un po’ bianco, avanzato da una cena, è lì in frigo da tre giorni, non lo mangerai mai e poi mai, forse se venisse una tempesta nucleare radioattiva e dovendo rimanere barricato in casa per 3 settimane, forse potresti prendere in considerazione l'idea di mangiarlo, ma tu sai che quel pezzo di pollo morto se lo mangerà il cane (forse !), insomma il ragionier Lumachi fa intervenire la sua manina del cazzo con la sua brava pellicina morta attaccata intorno, per bloccare la bottiglia che ho in mano, che sta versando l'acqua, mi dice "basta" e con il dorso della mano mi batte sul collo della bottiglia, o peggio la impugna dal collo e la tira sù, facendo un movimento contrario a quello che sto facendo io procurandomi una sensazione sgradevolissima; è come se stai affettando il pane e qualcuno ti ferma il braccio, è come se stai spingendo col bacino mentre fai sesso e qualcuno ti tira via, non t’è mai capitato ? Sei un uomo fortunato, ma lasciamo perdere, perché il ragionier Lumachi fa questo ? Risposta: per non pagare il bicchiere di acqua. Si, perché se te ne dò un sorso, un mezzo bicchiere è chiaro che poi non te lo faccio pagare. E il ragioniere CI TIENE a non pagarlo. E' evidentemente terrorizzato dall'idea che io glielo possa far pagare ! Perché il ragionier Lumachi è tirchio, è avido, è sfacciatamente avaro, è di quelli che piuttosto che offrire un pasto si fa portare al pronto soccorso. Il ragionier Lumachi, per intenderci è di quelli che se gli chiedi: preferisci il morso di un cane o perdere 5 euro, lui ti dice " posso vedere il cane ? ". E ti chiede se bende e cerotti poi li deve pagare lui. Se va a pisciare il ragionier Lumachi e gli cade dentro alla tazza del Water una moneta da 10 centesimi, lui ci butta dentro anche 1 euro e poi  tirandosi sù la manica dice: " beh, per 10 centesimi non mi sporco, ma per 1 euro e 10... ". Ma posso pure, con malcelato disgusto, passare sopra a questa tua taccagneria schifosa, del resto sei un mio cliente, mica la mia fidanzata. Quello che non sopporto è QUELLA FOTTUTA MANINA che mi ferma mentre sto facendo un azione, è brutto, inelegante, cade sempre qualche goccia sul bancone, poi devo pulire, è antigenico perché tocchi spesso il bordo della bottiglia dove l’acqua sgorga ed è una pessima abitudine, è come se tirassi via il braccio al benzinaio mentre con la pompa ti sta riempiendo il serbatoio, è come se bloccassi il gomito di uno che sta tagliando un prosciutto, per un barista poi, che è geloso delle sue cose... Insomma, voi magari state pensando: " basterebbe dirglielo una volta ", FOLLI ! Non è così, credetemi, sono un barista navigato, ho visto di tutto, conosco i trucchi e conosco il genere umano, ho provato ad anticiparlo esclamando : " LATTE MACCHIATO TIEPIDO E SENZA SCHIUMA PER IL RAGIONIEREEE ", appena vedevo quel suo brutto muso fare la sua comparsa, appena affacciato dentro al locale, è inutile, non vi considera, si sentirà più sicuro a chiedere il suo latte e a specificare la sua tiepidità etc etc, ho provato con un’ occhiataccia a fermare quell'adunco artiglio che mi ferma la bottiglia, ho provato a versargli un po’ d’acqua sulla manica, ho tentato un rimproverino non ufficiale a bassa voce, NON SERVE ! Lui ti dedicherà l'attenzione che si dedica a un tarlo e il giorno dopo se ne verrà fuori, immancabile con quel braccino rachitico a infastidire, bloccare, tocchicciare... sentite, ve la faccio breve; quella mattina ero lì che smanettavo a velocità della luce dietro alla macchinetta del caffè, tra vapori e aromi con la testa che calcolava neanche fosse una calcolatrice in mano a Paperon de Paperoni, venne il ragionier Lumachi, fece tutta la sua trafila, latte macchiato, si, tiepido, si, senza schiuma, lo so (cazzo, lo so), il cornetto, si, alla marmellata, etc etc, acqua, si, la zampina maledetta, tutto come al solito, son lì che mi rimetto a mulinare cappuccini e al ragioniere quella mattina gli viene voglia di mettere del limone nel suo sorso d'acqua, perché gli astringesse un po’ l'intestino, a quel cacone, quindi viene verso la macchina del caffè facendosi largo tra gli altri avventori già accalcati al bancone, appoggia il bicchiere, tira fuori una linguina pallida dalle labbra per aiutarsi nello sforzo e tira su TUTTE E 2 QUELLE NODOSE E ORRIBILI BRACCINE e sporgendosi al di qua del bacone afferra il mio coltellino da frutta, un mezzo limone pronto all'evenienza, sdegna il piccolo tagliere e cerca di tagliarsi da solo, il pezzetto di limone che gli occorre.
Sopra il bancone.
Rigandomelo.
Tra l'altro. 
Bèh.
Si tagliò ben altro. 
Ora, il punto è: mi dichiaro incapace di intendere e di volere e me la cavo con 8  anni circa all’ospedale dei matti rischiando di elevare ulteriormente il mio livello di pazzia o me ne becco probabilmente una ventina in un carcere normale ? Voi che fareste ?


Fatuwski



sabato 11 gennaio 2014

Cameriere al limite (non è detto che se sei al limite tu sia limitato)

CAMERIERE AL LIMITE
(non è detto che se sei al limite tu sia limitato)


Sala di un ristorante. Un cliente, da solo al tavolo, aspetta di essere servito. Gli arriva il piatto che ha ordinato portato dal cameriere
Ca = Cameriere
Cli = Cliente
Col = Collega cameriere

Cli - Cameriere !
Ca - ...dica...
Cli - Venga qua
Ca - ...dica
Cli - Guardi qui. Cosa c'è in questa minestra ?
Ca - Ma gliel'ho già detto, il farro
Cli - Che ci fosse il farro lo sapevo già ancora prima che me lo dicesse lei visto che già nel menù viene chiamata "minestra di farro", dico, oltre al farro, che ci vede ?
Ca - ...iii... i fagioli ?
Cli - Ma guardi, per Diana ! Se non guarda... Cosa c'è qui ? Dentro alla scodella !?
Ca - Bòh, il brodo ?
Cli - ...
Ca - ...
Cli - Ma che fa lo spiritoso !?
Ca - No, un me riesce
Cli - ...non le riesce cosa ?
Ca - Lo spiritoso... il brillante... un me riesce de fallo, un me viene... e c'ho provato sa ! Una volta sò uscito cò na ragazza, dicono che le ragazze van fatte ride, no ? Ecco, allora m'ero 'mparato a memoria de le battute, l'aivo sentite a Striscia la Notizia, ma quando gliene feci lei mica rise, sarà che cò le risate registrate fan più effetto ma 'l fatto è che anch'a me, che pure n'sò 'na cima, un me piacevano quele battute, ma poi dette n'macchina, era anco freddo ma un sapevo se lasciare il riscaldamento aceso o spento perché magari se lo lasciavo spento a lei gli veniva freddo e magari l'abbracciavo, magari se faceva fare una carezza, gliene chiesi, gli dissi "te posso accarezzare ?", me disse "...e 'n so mica 'n gatto èh !"...
Cli - Ma di cosa cazzo sta parlando ?
Ca - un ci so fare cò le donne io... il fatto è che da picino me piaceva parecchio Superman e la mì nonna mi disse che dovevo girare al largo dalle donnacce, che c'avevano la kriptonite tra le gambe !
Cli - La kriptonite !!??
Ca - ...ie, si, la kriptonite, capirà, io ero flesciato con Superman, c'avevo un bambolotto suo, ma grosso era, era alto così, lo portavo anche a tavola a mangiare, il mì babbo s'incazzava sempre, ero malato per Superman, e allora pensai: se la kriptonite l'annienta a Superman, che è Superman, mica il pòro Chiudino che era cieco, zoppo e balbettino, dico, se lo annientava a Superman a me che me faceva la kriptonite? Eh !? Me disintegrava ! Me liquefaceva come la cacca quando c'hai la sciolta ! Schiantavo com'un ovo dentro al microonde aceso !! Insomma io le donnacce 'un le volevo nemmanco 'mmaginà cò la coda del cervello ! Il problema stava che pé la mì nonna eran TUTTE donnacce ! E io questa nonna ce l'ho avuta per taaanto tempo, io avevo 16 anni e lei era arzilla più di me quando me facevo gli schioppini, avevo 20 anni e lei spumeggiava più de me quando me conciavo in discoteca, avevo 25 anni e lei era più tonica de me quando me facevo i pippotti, era forte come 'na sequoia de cemento, io un capivo se era Dio che me stava mandando un messaggio o se la mì nonna fosse l'ultimo dei brontosauri che s'era scordato de morire. A dilla tutta propendevo de più pé la seconda ipotesi, più darviniana diciamo, che la mì nonna fosse effettivamente una di quelle rompicoglioni che ne nasce una ogni miliardo...
Cli - Senta, lei ha bevuto stasera...
Ca - E ho bevuto si, ho bevuto ! Me morì la mì mamma, il mì babbo, ma lei gnente ! A novantott'anni ancora a tavola pocciava 'l vino manco fosse 'n camionista ! Anco 'l mì fratello s'è arbaltato cò'n trattore in Costa Smeralda, ma io me domando: ma come cazzo se fa a morire sott'a 'n trattore 'n Costa Smeralda !? T'eri portato un pò di lavoro in vacanza ? Volevi schiacciare 'n pò de gente 'n spiaggia ? Te serviva pé l'ombra !? Guarda che se dice che la vita è strana ma facci caso che anco la morte unne scherza mica. C'è una al mì paese... odDìo, c'era una, al mì paese, se chiamava Rossina, con 2 esse, se veniva coi capelli rossi sarebbe stato anche bellino il nome, ma così era un nome bischero e basta... fumava 'sta Rossina come 2 turchi, avesse potuto avrebbe fumato anco mentre dormiva, e 'nzomma 'l marito della Rossina, Arnaldo, se doveva operare d'ernia no ? E a l'ospedale l'infermieri gni dissero de rasassi, de levassi i peli dalla zona dove dovevano operare 'nzomma, e lui da sé al culo c'arrivava male e alora se fece aiutare dalla su moglie, la Rossina, che gni spalmò per benino la schiuma, prese 'l rasoio, s'accese una Pall Mall, che lei le chiamava Palle Molli, me n'arcordo manco fosse prima de venì qui, òh... ...òh ! ...OH !!
(gli tocca il braccio più volte)
Cli - "Oh" cosa !!?? E non mi tocchi !
Ca - O un gli scappò 'na scureggia a l'Arnaldo ! Dio bòno, un onda anomala da lo stommeco gni venne ! Un cureggione da gara regionale ! Un baritono 'briaco de 3 quintali che rutta ! E con quella sigaretta accesa vicina fece
PÈM !
Cli - MA COS'E' IMPAZZITO !!!??? M'ha fatto prendere un colpo !!
Ca - A lei gli ha fatto prendere un colpo !? S'immagini la Rossina che fiammata che vide !!! Oh, pé ffatti capire: c'era anche il cane accanto alla poltrona, che guardava, annusicchiava, sa come fanno i cani ? Capirà, c'era un culo, voleva vedere, no ? ...òh ...o un gli è volato via n'orecchio !?
Cli - A CHI !!??
Ca - AL CANE !!! L’orecchio gni si spiaccicò preciso sulla parete, faceva un effetto a vedessi quel'orecchio attaccato al muro... ma la Rossina ! La Rossina !! Dovevate vedere com'era concia ! L'esplosione la pelò com'un pollo, gni vennero via tutti i capelli e gli rimasero le bollicine col bulbo del capello esploso, come i polli spennati, uguale ! Pel funerale, ne la bara aperta gli toccò mettigli una cuffia in testa a la Rossina perché era 'nguardabile ! Capirai, già era brutta in vita, eppù da morta, cò la testa con la pelle di pollo, te l'immagini ? Era blu la cuffia, me n'arcordo come se lo vedessi ora e la su pòra mamma...
(GLI PRENDE IL BRACCIO) …dentro a la bara accanto...
Cli - Ma la mamma di chi !!?? Ma lei vaneggia, sta male ! E MI LASCI IL BRACCIO !!
Ca - LA MAMMA DELLA ROSSINA !!! Era disperata, pòra donna, che gn’era morta la figliola !!! E chiedeva a tutti "ma com'è successo ? Ma com'è successo !?" e nessuno c'aveva 'l coraggio di diglielo, ma 'nzomma a la fine gliene dissero: "MENTRE FACEVA IL CULO A L'ARNALDO !", così gli dissero E A LA SU' MAMMA GNI PRESE UN COCCOLONE E CI RESTO' ANCO LEI !!!
Cli - Aiuto ! AIUTO !! QUEST'UOMO E' PAZZO !!! MI LASCI, LA DENUNCIO !! MI LASCIIII !!!

(il cliente scappa)
(il resto della sala è sbigottito)
(un silenzio irreale)
(il cameriere si ricompone, si passa una mano veloce tra i capelli, raccatta la sedia che il cliente ha tirato giù alzandosi di scatto, raccoglie il tovagliolo da terra e va verso la cucina ripiegandolo ché quasi non è stato usato, è praticamente pulito, lo metterà nel prossimo cestino per il pane, cestino con dentro il tovagliolo con dentro il pane, per il prossimo tavolo, il prossimo tavolo, il prossimo tavolo, lo incrocia un altro cameriere, un collega, ha in mano una cotoletta d'agnello e delle patate, non che le tiene direttamente in mano, porta 2 piatti, con la sinistra, perfettamente orizzontali, è un bravo cameriere e sopra i piatti ci sono la cotoletta e una porzione di patate non ottime perché la cuoca ricicla le patate dalle tavolate, le patate che restano nei vassoi e che non sono state toccate, non le butta, quando tornano in cucina le salva e quando occorrono in sala le scalda di nuovo al forno, lo fanno tutti, lo fanno tutti, lo fanno tutti, il collega cameriere sta andando al tavolo 4 dove c'è una mignotta orribile e uno che parla al cellulare da tre anni)

Collega cameriere - Un altro che aveva trovato un capello nel piatto ?
Ca - Dentro la minestra di farro ! dimmi te ! Gigi de là 'n cucina bisogna che ce stia più attento, se metta 'na retina, se li leghi i capelli, se li tagli, cazzo ! Io un so più quel che 'nventammi per cambiare discorso coi clienti !


Fatuwski 





venerdì 10 gennaio 2014

Forse non tutti sanno che...

Forse non tutti sanno che…

...così come Colombo non fu il primo a sbarcare nelle Americhe, non fu Thomas Edison a inventare la prima lampadina. Il primo a portare a compimento il progetto fu tale Quasimodo Gimondi (un italiano che poi cambiò la sua cittadinanza divenendo sardo) che rimase fulminato a morte dalla sua stessa invenzione. Edison, suo vicino di casa, fu il primo a ritrovare la salma del Gimondi e ne approfittò per rubare la paternità dell'idea e tanto che c'era un fiasco d'olio, che lui era rimasto senza.

...i gatti vedono al buio, i cani vedono in bianco e nero, gli iguana vedono normale ma ascoltano in Dolby Surround e io sto vedendo di trovarmi una fidanzata sennò alla fine ci rimango secco a forza di seghe !

...i contenitori di cartone delle uova sono degli ottimi isolanti acustici. Quindi se avete, ad esempio, il vicino di casa che tutte le mattine che il buon Dio mette in terra vi sveglia al suono della tromba perché lui ha fatto l'alpino e ci tiene a fare l'alzabandiera (gli si alzasse ancora qualcos'altro magari la smetterebbe di rompere i coglioni alle 5 e mezzo di mattina), provate a infilargli uno dei suddetti cartoni dentro a quella cazzo di trombetta, vedrete che il suono ne uscirà sensibilmente attutito.

...Beethoven, il grande compositore di origine fiamminga, era così avanti rispetto ai suoi tempi che già all'epoca votava Lega Lombarda.

...il film più divertente del mondo è stato realizzato nel 2003 da Somaro Gibson (il fratello somaro di Mel Gibson), il film tratta di un postino che per sfatare il mito che vuole i cani da cortile acerrimi nemici dei portalettere, impara a parlare il canino; finalmente qualcuno che finalmente possa comprendere cosa passa per la testa di un cane, finalmente !  Meravigliosa la scena in cui il postino parla col primo cane che esclama:
- pappa, pappa, pipì, passeggiata, osso, pap-paaaaaaaa !!!
Ecco. Ora finalmente sapete che cosa passa per la testa di un cane. Magistrale l'interpretazione del postino di Roberto Benigni che con un colpo di genio spiazza lo spettatore facendo parlare il suo personaggio dal culo. Poi è successo che hanno spiegato a Somaro Gibson che cosa fosse un e-mail e che i postini raramente ormai consegnano lettere normali. Il regista c'è rimasto malissimo perché ha capito di aver fatto un film si, divertente, ma purtroppo di sapore obsoleto per l'attuale epoca. E così si è tolto il senno ingaggiando una sanguinosa lotta con l'impossibile, un match mortale contro il buon senso, una guerra devastante scagliata contro il verosimile: insegnare a Flavia Vento a giocare a scacchi. Prima di impazzire del tutto però Gibson ha fatto in tempo a disintegrare l'unica copia realizzata del suo film. Quindi: forse non tutti sanno che... ...il film più divertente del mondo in realtà non esiste.

...l'acqua a 0 gradi ghiaccia, a 100 gradi evapora e a 90 gradi fa la porca (...come tutte del resto). 

...tra i vari utensili casalinghi lo scopettino da cesso è quello che ha il più alto numero di mortalità causa suicidio.

...mangiare il pollo con le mani è contemplato come cosa fattibile dal galateo. Non è ammesso invece ruttare l'Aida in piedi sul tavolo ubriachi duri. Strano èh ?

...non si deve provare il funzionamento dei gommoni auto-gonfiabili all'interno del negozio sennò succede questo:


Fatuwski

sabato 4 gennaio 2014

FIERO MI SCHIERO ! (ma il crimine paga o non paga ?)

Fiero mi schiero !
(ma il crimine paga o non paga ?)

Mi corre accanto così veloce che mi fa vento. Un cappuccio, il fiatone, una scatola nera indefinibile sotto braccio e le scarpette bianche e sporche (quindi mica tanto bianche, tutto sommato) che già vedo allontanarsi. Scappa l’uomo… cioè “l’uomo”… il ragazzo, il tizio… non saprei dire chi era tanto correva veloce, più che un umano sembrava un animale perfettamente conscio del fatto che se non si sbriga finisce a far da pasto all’animale più grosso che lo insegue.
Ed eccolo l’animale più grosso; un pulotto !
In corsa anche lui, inseguitore sbraitante, un poliziotto tutto preciso nella sua cazzo di  divisina impeccabile da pupazzetto Playmobil e l’immancabile arma d’ordinanza… facile fare ordine con un arma èh ?
La questione, che realizzo in un frattempo di secondo, mi suggerisce che il tizio scappante è molto, ma  molto meno in forma del tutore dell’ordine costituito.
Iniquo  l’ordine costituito e obliquo pure, dato che per taluni è sempre in salita mentre per talaltri in discesa, ma questo è un altro discorso.
Il tizio che scappa trasuda adrenalina, che è una forza potente ma ahimé poco duratura e già lo vedo arrancare fiatonando controtempo, finirà il gas entro breve al contrario dell’aitante servitore della giustizia.
Insomma entro 2 minutini scarsi il tipo sarà bello che fottuto e già me lo vedo sprangato in commissariato nella cella “d’attesa” mentre chi s’appresta a scrivere il verbale se ne sbatte se il tizio urla per le manganellate date attraverso una coperta per non lasciare lividi sospetti.
Insomma il tizio allontanandosi già suda e sbarella mentre quell’altro impettito corre come se non avesse fatto altro in vita sua e ci ha pure il fiato per berciare “fermati, FERMATI !”.
…che poi quanto sarà cretina ‘sta cosa ? Se uno ti vuol prendere e tu non vuoi essere preso e quello che ti corre dietro ti urla “fermati” con un sottotesto che dice a lettere cubitali  che appena ti piglia ti fa un culo grosso così, le cose son 2: o sei scemo o corri più forte cazzo !
Insomma, com’è come non è, mi viene più veloce la spontaneità che non il pensiero compiuto. Si muove più rapidamente il corpo che non l’intelletto nel completamento del ragionamento
e così
faccio un non casuale mezzo passo avanti come nulla fosse, sciolto come se fossi già in movimento e il poliziotto si schianta su di me con l’energia e la potenza di una Jaguar incazzata come una giaguara che si trova davanti un muro che un decimo di secondo prima non c’era.
Scaraventati a terra lui mi guarda con un odio che gli trasuda dagli occhi mentre io apparecchio una faccia da circostanza, anche un po’ a culo, volendo, ma assolutamente innocente…
Mi sono schierato !
Ho ottenuto il mio scopo che mi viene rimarcato dalle fulgide ed esemplari parole del nobile difensore della giustizia:
- Me l’hai fatto scappare imbecille !
- Io camminavo e basta, mi spiace… non l’ho mica fatto apposta…
Lui è così incazzato che se potesse arresterebbe me.
Io, con una mestizia falsa come il sorriso di una modella domando:
- Ma cos’ha fatto il tipo ?
- Ha rubato un computer
Mi volto verso la macchina che avevo parcheggiato a 100 metri di distanza e che adesso ha uno sportello aperto in più e un computer dentro in meno. Il mio.
Vaffanculo.

Fatuwski






domenica 29 dicembre 2013

Un indegno fine anno

UN INDEGNO
FINE ANNO
1)

Quando arrivò la serata dell'ultimo dell'anno il ristorante era pronto. Cazzo, se era pronto. I camerieri erano pronti, tirati a lucido neanche dovessero passare la prima comunione, il capo-sala era pronto, pronto a tutto, col suo cavatappi con ottomila funzioni comprendenti pure le forbicine per le basette e il cacciavitino - che - come - lo - usi - si - sbeccola, tiratissimo a lucidissimo e tiratissimo pure di coca neanche stesse per affrontare da solo il Real Madrid al Santiago Bernabeu davanti al Re e la Regina di Spagna. La batteria di cucina era pronta con lo Chef già incazzato perché è noto che uno Chef è tanto bravo quanto incazzoso e lo Chef stava bestemmiando come un tifone ateo incazzato perché era un bravissimo Chef, i sotto-Chef e gli aiuti-sotto-Chef erano pronti e all'opera tutti attivissimi come formiche cinesi impazzite e non si capiva mai se era più importante l'ultimo degli Chef o il primo degli aiutanti, un po’ come l'ultimo dei dottori e il primo degli infermieri. Il titolare era prontissimo, con gli occhietti al passo coi tempo e quindi a forma di € invece che di $, la calcolatrice in mano e la faccia di chi sta giocando a 7 e mezzo, ha in mano la matta e il banco lo tiene un bambino di 6 anni vagamente ebete. La sala del ristorante era pronta, si sarebbe dovuta guardare con gli occhiali da sole tanto luccicava, con gli argenti e i cristalli e le candele e i lampadari sragnatelati per l'occasione e il pavimento in cotto così pulito che se fosse rimasta una macchiolina di unto si sarebbe suicidata per solitudine, evaporando via e finendo nel paradiso delle macchie unte: in una bella bettola come Dio comanda piena di gente ubriaca dura. Sfavillava, la sala, con l'apparecchiatura delle Grandi Feste: tovaglie rosse rubino sotto a coprimacchia bianchi immacolati sotto a tovaglioli di raso rossi che riprendevano le tovaglie che riprendevano i tovaglioli che riprendevano le tovaglie che riprendevano ci siam capiti. I tavoli, avessero avuto voce, avrebbero berciato sdegno per tutta quell'artiglieria di posate che si ritrovavano sul groppone: posate da primo, da secondo, da pesce, da carne, da dessert, anche da merda per quanto ne poteva sapere Andrea. L'unica cosa che sapeva di per certo Andrea a proposito di quelle posate è che le avrebbe dovute lavare tutte lui. Tutte lui. Per poi passare ai piatti, ai bicchieri, ai vassoi, meglio non pensarci sennò ti veniva lo sconforto da subito... le padelle, le pentole, gli attrezzi da cucina... avevamo detto di non pensarci ! ...le griglie, i fornelli, la macchina del caffè, le tazzine del caffè, i piattini del caffè, i cucchiaini del come cazzo fai a non pensarci !? Andrea si accese una sigaretta di marca a lui sconosciuta in quella sua predisperazione e immancabile come una tassa e veloce come un falco scemo che sbatte su un abete arrivò il caposala a rompere le palle:
Caposala - Che fai !? Fumi !?
Andrea - No, le accendo e le guardo bruciare
Caposala - Fai poco lo spiritoso e butta via la sigaretta
Andrea - Ma lo sai quanto costano ?
Caposala - "Ma lo sa quanto costano ?", volevi dire, mi devi dare del Lei !
Andrea - No, sei una Lei !? Mica l'avevo capito. Ganzo. Allora, cara, lo sai quanto costano questi tubini col filtro ? Quasi quasi ormai conviene farsi le canne per risparmiare sul tabacco !
Caposala - Butta via quella sigaretta e ricordati che per ogni bicchiere che rompi ti levo 2 euri dalla paga !
Andrea - Non facciamo prima se vi do direttamente 5 euro, mi date qualcosa da mangiare e ci vediamo l'anno prossimo ?
Caposala - èh !?
Andrea - Niente... e comunque si dice "euro" anche al plurale
Caposala - èh !?
Andrea - Fava ! Dai, ho capito, vai, vai dal Boss e digli che ti vuole
Il caposala stava per fare "èh !?", si censurò, accartocciò la faccia, diventò un po’ amaranto aiutato anche dal papillon un po’ strettino, sibilò "lava !" e scarpinò via col suo solito culino ritto a leccare e salameleccare i signoroni che stavano facendo la loro comparsa in sala, tutti seri alla faccia della festa, guardandosi in giro per capire se avevano scelto il locale giusto, decifrando questa informazione dal resto degli invitati: se c'era gente più importante vuol dire che avevano scelto giusto, quindi, quando arrivò il sindaco si levò un tale sospiro di sollievo che per 1 secondo fece concorrenza ai condizionatori d'aria calda. Il sindaco, per conto suo, non vide un politico veramente importante, né uno Sgarbi o paccottiglia simile tra i presenti e pensò di aver scelto il locale sbagliato, trattò male da subito il caposala che ingobbito come un Juventino in serie B stava offrendo Champagne (orrore !) non stappato in presenza (che lui era il sindaco, cialtroncello !) e quindi da almeno 4 minuti, ma si rallegrò pensando che in fondo se la sarebbe cavata in un paio d'ore e che dopo le 2 ore, più un massimale di 20 minuti, si sarebbe ritrovato tra le braccia (...tra le gambe ad essere precisi) della sua giovane amante polacca che sicuramente lo stava già aspettando; languida come un anguilla e in posa come una vacca (la polacca) nell'immaginario del sindaco, con la sua quarta misura di seno, mezza misura di cervello e nessuna misura o remora morale nei numeri a letto. Le signore consegnavano quintali di pelo di animali morti ai camerieri, i quali puntualmente andavano agli attaccapanni, ci si pulivano le scarpe nere mai troppo lucide e tornavano dalle proprietarie rassicurandole sulla destinazione del loro capo di vestiario (neanche fossero vivi quegli animalini !) (dite NO alle pellicce vere !) (al limite usate le sintetiche) (...e a quei poveri cuccioli di sintetici non ci pensi !?) (si, ok, la pianto con le parentesi) e intascando mance oscenamente grasse. Il caposala arrivava immancabile come la morte e veloce come un falco cretino che rompe le sue stesse uova a rapinarli con la scusa che le mance si dovevano dividere equamente tra tutti e sognando il prossimo acquisto di cocaina buona. Nel frattempo Guido, il pusher del caposala, stava zompando allegramente sudato su una polacca con 2 tette così che però aveva solo 2 ore, 2 ore e 10 al massimo perchè poi arrivava il sindaco, ahahah, Guido non credeva che quella puttana polacca avesse senso dell'umorismo e gli costava quanto una Ferrari col carburatore a puttane, la polacca puttana e pensava, Guido, che avrebbe dovuto tagliare ulteriormente la merce per far quadrare i conti, allargando così la spesa media del caposala. Il crimine insomma non pagava neanche per quell'ultimo dell'anno.

2)


Andrea sta pensando che non è giusto e come al solito si risponde come le rispose quell'insegnante di merda: "la vita è ingiusta", ha 24 anni Andrea, di origine slava ma è quantomeno bizzarro essere originario di un posto che non esiste più, ha visto la guerra Andrea e non è che ne sia rimasto colpito più di tanto a dirla tutta, cos'è la guerra per lui ? Metti che sei a casa tua a guardarti un film in videocassetta (...si, adesso c'è il DVD, ok...) e tutto a un tratto il tuo stomaco ti comunica che sta per esibirsi in un magnifico movimento intestinale, poesia per il corpo altroché, neanche fosse un movimento di Mahler, vai in bagno, ti tiri giù quel che c'è da tirar giù, inizi a espletare e viene giù tutto il palazzo in cui abiti. 5 piani rasi al suolo. Ecco cos'è la guerra. Chi poteva permetterselo era fuori zona di migliaia di km a cacare tranquillissimamente in un atollo, o al cesso di un ristorante di lusso, o addosso a qualcuno, voglio dire, tutti i gusti son giusti, no ? E i disgraziati e gli idealisti si beccavano le bombe addosso. E tenete conto che ci sono molti più disgraziati che idealisti. Andrea è in Italia da 4 anni, parla un Italiano quasi perfetto, tanto per far rabbia ai rompicoglioni filonazionalisti, è stato qualche anno anche in Francia, in tutto parla correttamente 4 lingue ed è un clandestino, più che altro grazie al suo carattere impervio, irascibile, polemico, in una parola sola un carattere del cazzo, che non gli consente di tenere un posto di lavoro tanto da essere assunto regolarmente. C'è da dire a sua discolpa che in effetti di gente-fava ne ha incontrata parecchia in fatto di datori di lavoro. E colleghi anche, ma scherzi ? Il fatto che tu non sia regolare agli occhi della questura ti mette automaticamente a un livello molto infimo agli occhi dei bravi cittadini regolari che pagano le tasse e blàh blàh blàh, a lui, ad Andrea, non facevano MAI lo scontrino in un bar e veniva SEMPRE pagato in nero e allora cosa cazzo avevano da blaterare tanto ? Gente che magari va a casa e prende a cinghiate il figliolo o il cane o la moglie o tutt'e 3 se non ha sonno, perché vorrebbe prendere a cinghiate il capufficio, però se li ferma una pattuglia va tutto liscio, documenti-tutt'a-posto-grazie-buonasera, poliziotti di merda, Andrea li odiava, loro e le loro macchinine tutte belline con le scrittine fighine manco fossero automobiline della PlayMobil e iniziano ad arrivare le prime vassoiate di bicchieri sporchi: i bicchieri dati per l'aperitivo, champagne offerto dai vassoi dei camerieri, gli invitati prendono il bicchiere come lo prendessero da un soprammobile, manco lo vedono il cameriere, figuriamoci dire grazie, bevono e poi dimenticano il bicchiere in giro e i camerieri raccolgono e porca di una puttana vacca lupa li portano tutti quanti qui, cazzo, a lavare, maremma budella ! E Andrea si dà da fare veloce, ma mica per senso di abnegazione alla causa, si, col cazzo, fa veloce perché sennò gli si ammassano a una velocità impressionante, come i piatti, come tutta la merda sporca che gli arriva dalla sala, metti che stasera sono in 120 a mangiare, sporcheranno roba per 800 persone, ma di più, 4 bicchieri a testa, un pranzo di 5 o 6 portate, sai che allegria e il ristorante mica ce l'ha tutti questi cazzi di piatti e allora che succede ? Succede che per esempio l'antipasto lo mandano fuori col piatto piano che poi gli riserve per la quarta portata magari e allora Andrea ha poco tempo per lavare i piatti piani che nel frattempo sono tornati dalla sala (sporchi dell'antipasto) tutti quanti - porca di una puttana porchissima - QUI !! Meglio se non ci pensa Andrea, sennò gli viene forte la voglia di levarsi quella pannuccia da sguattero già fradicia e sbatterla sul muso a quel montato imbecille del caposala, quella testa a uovo con l'interno marcio, con tutta quella gelatina potrebbe andare in scooter senza casco, ha stile lui, si sente un maitre quel cretino e quando non lo vede nessuno si infila le dita nel naso e poi Andrea li odia quei bicchieri lunghi e stretti da aperitivo, più lunghi dei flùte che per lavarli fino in fondo ci devi cacciare la spugnina e girare e il vetro è fino e all'inizio Andrea ne rompeva uno su 20, che non è una bella media per un lavapiatti, specie se c'è un caposala rompicoglioni che vorrebbe metterteli in conto ma Andrea mica è scemo, quando ne rompe uno non lo tira neanche fuori dall'acquaio, lo lascia dentro l'acqua sporca e occhio - non - vede - imbecille - non - rompe, che venisse a cercarli qui dentro quello stronzo e improvvisa come un onda anomala ad Andrea gli piglia la voglia di pisciare, poi con tutta quell'acqua che scorre la voglia si tramuta lesta in necessità per passare alla fase critica dell'impellenza e allora Andrea per una ventina di secondi balla uno strano Woogie-Boogie intersecando le gambe, poi si volta verso Anna che sta spalmando salsa di fegato su pane toscano bruschettato a una velocità a dir poco preoccupante:
Andrea - Anna devo andare a pisciare, dammi il cambio un secondo...
Anna è polacca (...no, non ha 2 tette così,non è la puttana, è un'altra polacca), ha 32 anni e sembra un uomo, le spalle robuste, da uomo, la schiena dritta, lo sguardo che ti trapana un incazzatura costante dentro al tuo cervello, come un uomo che ha uno sguardo capace di trapanarti il cervello comunicandoti un incazzatura costante, lì dentro le fanno fare i peggio lavori, tipo stare al fuoco a cuocere le bistecche e le grigliate di maiale, se non siete mai stati davanti a un camino di 3 metri di larghezza a cuocere carne per 6 ore di fila, tenendo il fuoco relativamente basso per non far finire la brace, ecco, non vi siete persi niente di entusiasmante.
Anna - Si, con cazzo ! Tu va fumare e io te non rivede per 10 minuti !
Andrea - Dài, non vado a fumare, vado e torno, dammi il cambio un momento solo, mi sto pisciando addosso !
Anna - Io ho faccio crostini di merda, non vedi !!??
Accanto ad Anna c'è Elmira, italiana lei, aiuto-cuoco grosso modo, credente fervente e fervente bevitrice con un casino di sensi di colpa, nel lavoro a catena sta grattando via il nero del bruciato dalle fette di pane toscano bruschettato:
Elmira - Com'è che le parolacce e le bestemmie voi stranieri le imparate subito e non le sbagliate mai ?
Anna - Perché a americano tu chiama "americano" o “turista” e io che polacca sono tu chiama me "straniera" ? Dà retta; tu pensa tuo vino, non rompere coglioni e passa pane !
Elmira - Hhh..., (accusa il colpo la pia Elmira) ...che coraggio !! E quella bottiglia di whiskey che ti tieni lì sotto a portata di mano ?
Anna - Capodanno anche per me è, befana ! Tu fa cazzi tua !
Andrea - Ascolta Yoda, mi sto pisciando addosso sul serio, guarda che te la faccio addosso...
Anna - Io Anna, che Yoda ? Se tu fa questo, ultima cosa che tu fa in tua vita di cazzo ! Vai pisciare, vai, se no torna in battibaleno tu fa baleno e io batto te !
Andrea - Grazie Anna, quando ci sposiamo ?
Anna - Io lesbica cretino ! Va, fugge e torna !
All'ultima esclamazione di Anna, Elmira a momenti sviene, Andrea dribbla di corsa 2 o 3 banconi in acciaio dove sotto-chef e aiuto-cuochi improvvisati per l'occasione stanno lavorando sulla costruzione di un ornamento composto da quadrifogli di peperone e boccioli di roselline ridondantemente rosa per il 2° secondo, che sono gamberoni al curry macchiati di Porto rosso e che usciranno impiattati, quindi i vice-cuochi stanno producendo 124 ornamenti e fanno un lavoro di squadra così abile che in confronto alla catena di montaggio della Fiat di 20 anni fa eran ragazzini che si divertivano col Lego. Andrea si asciuga le mani come può cercando qualche angolo smarrito della pannuccia che non sia fradicio, non lo trova, mokkola, estrae dal taschino una Marlboro spiegazzata e scroccata antecedentemente ad Anna, si fruga per trovare da accendere, non trova, si volta e chiede:
Andrea - Chi ha da accendere veloce ?
E dal retro della cubitale lavastoviglie parte con beffarda precisione una fiammata di mezzo metro che incenerisce i capelli di Anna al posto di Andrea da 6 secondi circa e le ustiona la faccia rendendola immediatamente irriconoscibile, sanguinolenta e vagamente somigliante alle figure dei libri di scienza dove si raffigurano i tessuti muscolari del viso. Nel casino del lavorìo generale della cucina non si è sentito neanche un rumore troppo forte e Anna in quel momento è troppo schockata per rendersi conto del dolore e mettersi a urlare. La cucina però si è fermata all'unisono trattenendo inconsapevolmente un respiro collettivo, il primo a rendersi conto della faccenda è Guido, 60 anni, la pancia come una donna grassa in cinta, ex marinaio, 30 anni che lavora nelle cucine, molto prossimo alla pensione
Guido - STATE CALMI ! STATE CALMI !!! NON C 'E'NIENTE DI INFIAMMABILE NELLE VICINANZE, STATE CALMI !!!
Anna apre la bocca con gran fatica scollandosi le labbra tra di loro che creano dei filini di carne viva e dice:
Anna - ...puttana porca...
Ed esplode la bottiglia di Whiskey. Questa con un tonfo galattico in concorrenza agli altri 10 mila scoppi tutti all'esterno del ristorante di gente che festeggia la morte dell'anno vecchio. L'esplosione trancia di netto alcune vene piuttosto fondamentali di Anna che crepa all'istante, demolisce una gamba di Almira, appicca il fuoco a 5 o 6 persone ed inizia un incendio irreversibile dentro alla cucina.




Fatuwski

mercoledì 25 dicembre 2013

Racconto di Natale immorale

Racconto di Natale immorale

Era ancora una volta Natale, maremma maiala, se Dio ne guardi avevi bisogno di andare a comprare il burro o il caffè ti toccava fare la fila alla cassa, la fila in macchina, se eri a piedi, dribblare la gente che era peggio che in fila, era compatta, una nebbia umana spessissima che vedevi spessissimo, purtroppo, dappertutto, la fila dal panaio, non c'è mai stata la fila dal panaio, perché sotto Natale c'è la fila anche lì ? Perché ? Perché ? Le carrozzine coi bambini blu assiderati dal freddo urlanti, cani al guinzaglio, ci inciampi, ma lasciateli un pò sciolti, no ? Cacche di cane in giro, ma che cazzo ce li lasciate a fare in giro sciolti !? Si, c'è da dire che anche voi siete un po’ stressatini e tutto quanto intorno urla E' NATALE ! E' NATALE !! E'NATALE !!!
E ti viene da dire “ho capito, cazzo, HO CAPITO !!!”
Soldi, soldi, tutti vogliono i tuoi soldi ! Pronti come serpenti affamati i prezzi ti guardano, annidati tra le cose più innocenti, un caffè, 1 euro, lo sapevo che ci arrivavano ad arrotondare, anche voi li tentate troppo i bar, 85, 90 centesimi... dai arrotonda che è più facile fare i resti, ci metti il cioccolatino, che fa natalizio e lo fai pagare 1 Euro
- Ma io voglio solo il caffè e lo voglio pagare come ieri
- Non si può, oggi è caffè + cioccolatino, 1 Euro, prendere o lasciare
- LASCIO !
- Troppo tardi ormai il caffè l'hai bevuto, sgancia l'Euro
- Il cioccolatino ora è mio ?
- Chiaro !
- E allora te lo spalmo sul pavimento così stasera quando chiudi ci stai un quarto d'ora a grattarlo via !
Bisognerebbe fare. Ma non lo fai mica, tanto ormai la gente non ce l'ha più l'indignazione da spendere, l'indignazione è diventata roba rara, con tutte le cose che ti mostrano, tutte le cose che ti raccontano, siamo nell'era globale, bello, se succede qualcosa a Sidney, se vogliono che tu lo sappia stai sicuro che lo saprai in un'ora. Prima non lo sapevi che tutti quei neri laggiù ammazzavano tutti quegli altri neri, sempre laggiù e lo fanno perché c'è gente bianca che paga per farlo, così i neri di prima sgombrano e i bianchi comprano il terreno perché dentro al terreno ci sono i diamanti e questo succede nel duemilatredici, NEL 2013 !! Ma non pensiate che siano solo i bianchi i cattivi e i neri un mezzo; a raccontarla proprio tutta la storia, i neri che ammazzavano gli indigeni locali chiedevano: "ce l'hai dei soldi per farti ammazzare subito ? No, perché se non hai i soldi ti taglio un pezzo di corpo per volta col machete !! Davanti agli altri, che vedrai che quando hanno visto te, me li danno i soldi per morire meglio "...
Siamo nell’era globale. Globale maddeché !? Colossale, forse, era di colossale presa per il culo, c’è la crisi, dobbiamo stringere i denti, MA QUALE CAZZO DI CRISI !!?? La crisi c’è perché il 1% degli esseri umani possiede il 90% della ricchezza mondiale, ecco la crisi dov’è. Ma in fondo non va così male, ci dicono, non abbiate a rompere i coglioni, guardate quanta gente c'è al mondo che sta peggio, àh, va bene, ci diciamo, non muoio di fame, ma poi ci portano a pensare di stare non proprio benissimo se non abbiamo quella cosa là, e giù soldi che non e i bambini, non vuoi pensare ai bambini per Natale ? Che mostro sei !?
La gente si uccide per mancanza di soldi, viene uccisa per i soldi, si uccide tentando di prendere i soldi ma alla fine sarebbe più corretto dire che i soldi ammazzano la gente.
La macchina è qualcosa di SPAVENTOSAMENTE costoso, tra assicurazione e benzina in un anno di spese ci compri tre case in un altra parte del mondo, o un villaggio da un altra parte, o 6 cammelli, hai idea di quanto campa un cammello !? Si, dici tu, ma poi dar da mangiare a 6 cammelli tutta la vita t'immagini quanto costa ? Poi mollano delle cacate grosse così, i cammelli, è rinomato che cacano tantissimo i cammelli, possono bere anche una volta alla settimana se c'è bisogno, ma cacare, cacano tutti i santi giorni, t'immagini che ridere a pulire ? Moltiplica per 6 cammelli, per 2 volte al giorno, per tutta la vita... va bene, l'esempio dei cammelli non era calzante. Una donna ! Vuoi non trovare in tutto il mondo una donna che costi quanto assicurazione+bollo+benzina di un anno, ma scherzi ? La trovi si, la trovi. Pensa che bello, questa sarebbe una bella storia di Natale, risparmi per un anno e poi compri una donna e poi non le fai mica niente, gli insegni la lingua e poi le spieghi che è libera, che può fare quello che vuole, non deve nemmeno fare sesso, la tieni con te e piano piano le insegni le cose, come con un bambino, ma non con un legame così profondo, una cosa più divertente perché essendo adulta apprende più velocemente, che figata, sarebbe un po’ come dare la vita a qualcuno, magari potrebbe farti le faccende di casa finché sta con te, dai, è un compromesso accettabile, si pensava di essere stata venduta come schiava e invece fa quasi la donna di servizio, è come quando vai a giocare al pallone e perdi 3 a zero, poi però la tua squadra pareggia, non avrai vinto ma sei contento lo stesso, ecco, quella non è diventata una principessa ma neanche una schiava e poi tutto sommato l'amore prima o poi ce lo faresti, lei ti vedrebbe un po’ come il suo salvatore, ti idealizzerebbe, no ? Poi col tempo si occidentalizzerebbe e magari sceglierebbe, prima o poi di andar via... è rischioso, dici ? Magari tu ti sei quasi innamorato col tempo, sapete quel quasi-amore ? E' quando va tutto bene e allora perché cambiare ? Ma lo ami ? Ma che domanda ! No, rispondi un attimo a questo: ma lo ami o no ? Va bèh. Magari lei si affeziona e tu ti stanchi, ma se si deve stare a guardare i rischi allora tanto vale non uscire di casa, poi a Natale, con questo casino, con quel casino che c'era appunto quella volta che era ancora irrimediabilmente, stancamente ( da parte tua, tutti gli altri sembravano vispissimi ), inesorabilmente Na-ta-le e jingle bell's e gli stessi film alla stessa televisione e i Babbi Natali in giro, alcuni di carne e vedranno i soldi per quel lavoro del cazzo che stan facendo solo dopo tre mesi, perché il comune paga a tre mesi e io credo che non sia poi così umiliante fare il Babbo Natale a Natale, del resto se il mercato chiede che io mi vesta da Babbo Natale mi ci vesto, voglio dire, m'ha chiesto di peggio il mercato in altri posti di lavoro, c'erano posti in cui con tutta la buona volontà possibile i soldi che mi davano, volendo essere onesti, bastavano appena a sopportare il padrone, che poi nessuno si fa chiamare padrone, però alcuni si comportano da tali e allora dovrebbero darti una certa cifra aggiuntiva per sopportarli, del tipo che vai in un posto 6 ore al giorno e non fai niente e se uno passa di lì e magari domanda: "ma te che faresti qui ?", sopporto il padrone, per ora può permettersi solo di farsi sopportare, fra un 2 o 3 mesi dovrebbero arrivargli degli introiti e allora mi alzerà lo stipendio e allora potrò anche iniziare a lavorare finalmente, perché guarda non sembra, ma anche stare qui a sopportarlo per 6 ore al giorno non è mica divertente, e fai qui e fai là, con quell'aria arrogante... "...ma hai detto che non facevi niente, che lo sopportavi e basta...", èh, ma intanto s'allena a dare ordini e poi gli dà soddisfazione fare il padrone, è ingrassato 3 chili da quando m'ha assunto... Dicevo non mi sembra così vergognoso fare il Babbo Natale a Natale, però, credo che se fai una cosa di questo tipo è perché magari hai bisogno di contanti, bisogno di tanto contanto e il comune ti paga tra tre mesi, mavaffanculo vai, poi mi dicono come sei nervoso a Natale, con tutti quei nani intorno, al supermercato, ecco: fai conto che stai facendo il Babbo Natale in un supermercato e le mamme si fermano e mandano i bambini da te a chiedere il loro regalo e allora questi gnomi vengono da te e ti dicono: "l'emme pì undici con la fotocamera " e te da sotto la barba, fa caldo, sudi, fai il sorriso da Babbo Natale e fai di sì, a dirla tutta dovresti fare anche Ho-Ho-Ho, come da contratto, ma il giorno prima uno ha fregato un regalo da sotto l'albero, un ladro, ha preso un regalo in esposizione sotto l'albero da esposizione dove TU STAVI LAVORANDO ed è corso fuori e tu sei corso fuori rincorrendo il ladro e hai gridato FERMATI per 37 volte, a squarciagola e fuori era freddo, e tu eri sudato perché dentro faceva un caldo fottuto con quel vestito di polistirolo e il barbone finto, dovevate vedere le faccie dei bambini e ti sei preso una frescata coi fiocchi e la tua voce se n'è andata e ora quando cerchi di fare Ho-Ho-Ho sembri Freddy Krueger e i bambini si spaventano perché i bambini sono intuitivi e c'è qualcosa che non gli torna a credere che tu sia Babbo Natale con tutte le minchiate che gli hanno raccontato e insomma poi ieri hai smesso di urlare "fermati", uno perché tu SAI che quello non si fermerà solo perché tu gli dici “fermati”, anzi fra i due correrà più forte e due perché hai pensato che magari quel povero Cristo c'ha un figliolo e che non ce l'avrebbe mai avuti i soldi per fargli un regalo così bello e poi tu non sei mica la guardia di sicurezza e poi il direttore di quel supermercato è odioso, roba da 3000€ al mese solo per sopportarlo, hai presente ? Insomma non hai voce oggi e il bambino ti chiede:
" hai capito ? "
e tu:
tu - si ( con la testa )
bambino – Ripetimelo
tu - ?
bambino - Ripetimi quel che ti ho chiesto !
tu - Ah, l'emmebì 13
bambino - Pì !
tu - Si, bambino, pio-pio anche a te bambino
bambino - Macchè pio-pio, imbecille, pì, emme pì, non emmebì
tu - Ascolta bambino...
bambino – 11 !
tu - Anche se hai 11 anni non vuol dire...
bambino - 11 ! Emme pì undici, non tredici !
tu - Si vabbèh
bambino – Scrivitelo
tu - No, me lo ricordo
bambino - No, non te lo ricordi, non sei uno sveglio
tu - Ora a te ti sveglio io...
bambino - Se eri sveglio non finivi a fare il Babbo Natale a Natale nei grandi magazzini, il mio babbo, che ha i soldi, m'ha detto che solo gli sfigati fanno il Babbo Natale a Natale nei grandi magazzini, quelli bravi vanno in giro con le renne e lavorano solo il 24 notte e guadagnano di più, come lui e ha detto che anch'io come lui farò così...
tu - Vieni più vicino bambino...
bambino - No, puzzi di sigaretta strana...
tu - ( sussurrando ) Ascolta bambino, quello che ti ha detto tuo papà è vero, ma non ti ha detto che noi Babbi siamo tutti collegati
bambino - Èh ?
tu - shhh, fai piano, ti sto rivelando un segreto, anche il Babbo più sfigato, come me, e ce ne sono tanti in giro, sono collegati, con i Babbi importanti, che a loro volta sono collegati ai Babbi più importanti ancora e via via su fino al Babbo direttore generale che da quanto è importante si fa chiamare Nonno Natale, ma non è rincoglionito come un nonno, anzi, è un Babbo Natale con 2 coglioni grossi così, la capisci la parola "coglioni" bambino ? Sono quelli che tu rompi da... quanti anni hai ?
bambino – O… otto
tu - Da 8 anni, a Natale, per la befana, per il tuo compleanno persino per il tuo stronzissimo onomastico, lo sai cosa vuol dire “stronzissimo” ?
bambino - Si, ma non so cos'è “l'onomastico”…
tu - Non importa, è una parolaccia, dicevo, che il mega Babbo Natale, il Nonno, è informato da tutta la batteria di Babbi in giro per il mondo come me che gli rendono conto dei bambini che hanno incontrato e adesso caro il mio gnomo, sappi che ce l'hai nel culo, lo sai cosa vuol dire avercela nel culo, bambino ?
bambino - …
tu - Te lo dico io cosa vuole dire: è come quando la sera di Natale vai a scartare i regali e tu hai un solo, UN solo fottutissimo regaluccio sotto l'albero, un misero regalino ! Quest'anno niente zie generose, niente nonno che sgancia i soldini, niente amici di famiglia che mandano, inviano, regalano, solo UN pidocchiosissimo regalino, INO, regal-INO, perché è pure piccolo, il bastardo, è piccolissimo, ed è pure fino, il tuo unico regaluccio, fine come un foglietto di carta perché quando lo apri E' EFFETTIVAMENTE un foglietto di carta e sopra c'è una scrittina, tu sai leggere, piccolo babbeo ?
bambino – S… si...
tu - Ecco, in quel fogliettino c'è scritto che per i piccoli bastardi viziati come te non ci sono regali, perché... perché a Settembre hai fatto quella cosa lì... ci siamo capiti, vero ?
bambino – Q… quale cosa lì ?
tu - Non fare il furbetto, mini-pirla, cos'hai fatto a Settembre ? Te ne sei già dimenticato ? Bèh, sappi che il Nonno Natale, non se l'è scordato, anzi, è ancora incazzatissimo con te...
bambino -Ma io non volevo...
tu - Nonno Natale se ne frega bello ! Sei fottuto di brutto e prega che non ti mandi in esilio lontano
bambino - ( piagnucolando ) Io l'ho finito l'asilo...
tu – “Esilio” giovane mentecatto, e-si-lio, è quando ti mandano a calci in culo da qualche altra parte del mondo. Di solito è l'Angola
bambino - Dov'è l'Angola ?
tu - E' 600 chilometri dopo il polo-nord, vicino a Plutone, hai presente ?
bambino - ( piangendo ) io non ci-ci vo voglio andààààre
tu - Ti tocca bello, cazzi tuoi, lo sai cosa sono i cazzi tuoi ? Beh, lo scoprirai presto. Un ultima cosa: se racconti questa cosa ai tuoi genitori il tuo papà perderà il lavoro e dovrà andare a fare il Babbo Natale a Natale nei supermarket, come me ! E siccome è la prima volta che lo fa, lo manderanno lontanissimo da casa, un posto così lontano che gli ci vorranno 6 mesi per raggiungerlo, e fra andata e ritorno tu d'ora in poi vedrai tuo papà un giorno all'anno, a Pasqua, quando sarai malato e sarai in ospedale e lui non potrà venire a trovarti e ora fuori dai coglioni... ( rivolgendosi al padre ) SIGNORE ! Scusi signore ? E' suo figlio ? Guardi ha iniziato a piangere... non lo so... si dev'essere spaventato... boh, mi ha solo detto che aveva paura che Babbo Natale gli portasse un emmepì 11, che lui non lo voleva... eh, avrà cambiato idea e non aveva il coraggio di dirlo lo sa come sono i bambini... e poi ha detto che a settembre ha fatto una brutta cosa... ma che ne so io, non sono mica un pediatra, se lo faccia dire da lui cos'ha fatto...
Ecco era un Natale così, un po’ strano se volete, ma a ben guardare tutti i Natali sono strani, tutti i giorni sono strani se li guardi da un altro punto di vista, il punto di vista di un altra persona che non siete voi, dal punto di vista degli angeli che si chiedono per quale assurdo motivo ci sbattiamo tanto o dal punto di vista dell'ombra.
Buon Natale.
Ne abbiamo, tutti noi, bisogno.



Fatuwski